Il Festival

Il Festival 2017-04-21T12:27:47+00:00

Un occhio bendato, un volto tirato pallido, una freccia, una presenza androgina, un rosso fulmine o due rosse labbra, un terzo dorato occhio che si apre, apre e rivela che tutto ciò che può essere è, in successione o in contemporanea, così sopra e così sotto. E’ un abbraccio, quello dell’artista che vede il mondo, che rivela al mondo quello che è oppure suggerisce quello che potrebbe essere, ammonisce su una direzione sbagliata oppure, comunque, sferza le coscienze ad un pensiero aperto.
Questo è stato David Bowie dallo sbarco sulla Luna fino al passaggio al Terzo Millennio, lo è stato per i suoi contemporanei ma continua ad esserlo per le nuove generazioni.
Nel periodo subito successivo alla scomparsa di David Bowie un gruppo di amici, coordinati da Marco Bellomi, Valentina Carrera, Giorgio Magarò e Alice Ripa, si sono uniti, similmente a molti altri gruppi italiani, per organizzare qualcosa in suo onore.
Il primo evento organizzato è stata la serata “Just For One Day”, che sin dalla sua prima edizione si è distinta dagli altri eventi italiani per non essere limitata ad una singola espressione artistica.
In “Just For One Day” la musica imprescindibile si unisce alla danza, al teatro, all’espressione video e all’arte contemporanea apportando un ritratto dell’Universo di Bowie che è anche il ritratto di un periodo storico e della comunicazione tra diverse generazioni.
Il termine RAIN-BOWie vuole essere un riferimento ai mille volti di David Bowie. Come l’artista il termine raccoglie in sé mille significati ed allusioni: dalla pioggia (“rain”) all’arcobaleno (“rainbow”), dall’arco (“bow”) teso al nome del personaggio soggetto del Festival.
Lo scopo di questo progetto è quello di allargare i confini della serata per fare in modo che in diversi luoghi e in diverse modalità si possa esplorare l’esperienza di Bowie arrivando persino a trascenderla.
Le esposizioni artistiche previste, nello specifico quella sulla figura e quella sulle canzoni di Bowie, hanno come punto d’origine il suo immaginario, per poi però prenderne le distanze in nome dell’espressività tipica di ogni pittore, scultore o performer.
Per la realizzazione dei concerti si è fatta la scelta di proporre musicisti con una forte identità personale, che potessero reinterpretare la musica di Bowie con uno stile originale e stimolante, come ad esempio Andrea Chimenti, uno dei più conosciuti interpreti italiani della musica di Bowie, o l’intensa serata al femminile Lady Stardust, con le cantanti Nicoletta Noè, Alice Lobo e Brunella Boschetti Venturi.
La collaborazione del critico cinematografico Tiziano Sossi è un interessante approfondimento del lavoro di Bowie come attore, da “L’uomo che cadde sulla Terra” a “Basquiat”.
Inoltre le presentazioni del libri illustrati “David Bowie – L’uomo delle stelle” e “Nel paese di Mister Coltello” testimoniano ancor più chiaramente la potenza di fascinazione che la figura dell’artista inglese continua ad avere sulla contemporaneità.
Il festival si svilupperà tra Milano e Monza, includendo anche spazi e locali nelle vicinanze.
Tra le location più prestigiose il Castello Visconteo di Abbiategrasso, il teatro Binario 7 di Monza, il locale per concerti Honky Tonky di Seregno e la Villa Borletti di Origgio.
La conclusione del Festival sarà il 23 settembre a Milano nel locale “Joy” con la grande festa finale Blackstar Day, tradizionale raduno dei fan italiani organizzato dall’Associazione Culturale DB Blackstar, con live di Andrea Chimenti e dj-set di Daniele Pensavalle.
Il progetto è stato ideato, organizzato e realizzato da Valentina Carrera, che si è avvalsa della collaborazione di Daniele Pensavalle, presidente dell’Associazione Culturale DB Blackstar.
Nel Festival sono state coinvolte diverse associazioni, tra le quali “Mnemosyne” (Monza), “Circuiti dinamici” (Milano) e “Spazio Tesla” (Piacenza).

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